Caffè
Filtrato.
Ho affondato il naso in profondità nella tazza; il complesso di aromi che danzano intorno alla mia coscienza, svegliandomi lentamente.
La pioggia fuori era insistente. Scendendo dritto, creando una nebbia sul marciapiede che proteggeva il mondo; il caos regolare annegato nelle gocce.
Mi ha fatto pensare a lei, in piedi sotto il mio ombrello sotto la pioggia, che eludeva la realtà nei confini del mio cappotto, guardandomi attraverso un occhio, irradiando un malizioso mix di amore e scetticismo.
Allora era felice, prolungando l'inevitabile, prolungando la verità di qualche malattia malata e deformante. Prolungando ciò che tutti prolunghiamo.
Lasciai andare il pensiero e tornai al mio caffè. Odiavo quelle storie. Quelli che non ti hanno lasciato altro che foglia dopo foglia di struggimento per il passato. Quello che è successo è successo. Se n'è andata. È stato tutto troppo tempo fa. La vita non sarebbe diversa comunque.
Troppo tempo nel passato e lo perverti; modificalo e taglialo con le tue ansie e desideri mentre perde significato. E mentre te ne stai lì seduto a grattare tra le macerie sperando che un po' di verità ti guidi indietro a ciò che avevi prima, per qualche accenno che tutto potrebbe tornare di nuovo, il pensiero ruba ogni momento che potresti vivere. Ruba ogni momento che può.
La tazza era quasi vuota. E leggermente freddo a questo punto. Mi ha fatto pensare a lei. Ma l'ho lasciato andare. E riempii di nuovo la tazza.
La pioggia fuori era insistente, ma niente di cui preoccuparsi. Il tipo che persisterebbe oggi e poi scomparirebbe domani.

![Che cos'è un elenco collegato, comunque? [Parte 1]](https://post.nghiatu.com/assets/images/m/max/724/1*Xokk6XOjWyIGCBujkJsCzQ.jpeg)



































