Perso nel bosco
Il grande faggio americano è alto,
il suo fogliame autunnale sparso,
i coni squamosi dei
pini bianchi orientali hanno fatto il loro corso e giacciono
con ramoscelli spezzati e qualsiasi altra cosa
la foresta abbia deciso di scartare. Lo
scricchiolio sotto i miei piedi riempie la quiete.
Nessuno viaggia qui tranne il cervo
e lo scoiattolo e il tordo selvatico
che canta le sue canzoni. Ci sono
graffi freschi sulla corteccia screpolata del possente
tulipano, l'orso nero che parla una lingua che
solo la natura sente. Non ho artigli con
cui parlare e la mia voce non ha melodia.
Si sente anche il vento che porta
le parole della foresta schiamazzante, con
lo scricchiolio e lo schiocco dei rami,
il fruscio delle foglie che cadono
. La vecchia betulla bianca con la sua
pelle cartacea che si apre si china verso di me
e sussurra: "Dove stai andando?"
Sono stato qua e là e tutt'intorno,
ho strofinato le mani contro i pioppi
e gli abeti rossi, ho visto il cervo dalla coda bianca
mentre pascolava sui germogli degli alberi. Ho
sentito la colomba mattutina tubare e ho cercato
il grande gufo cornuto di notte, eppure
questo bosco mi sembra poco familiare.
In lontananza, il suono dell'acqua che scorre veloce
sta radicando. Il ruscello gorgogliante
ondeggia e si intreccia attorno a radici e
pietra consumata dal tempo, attraverso una flora lussureggiante e giù per
ripidi pendii, fino a quando si allontana dove
la foresta incontra le acque aperte,
portando con sé il limo del mondo.
Grazie per aver dedicato del tempo a leggere la mia poesia. Senza di te, la mia voce sarebbe un lieve sussurro che fluttua nell'aria.

![Che cos'è un elenco collegato, comunque? [Parte 1]](https://post.nghiatu.com/assets/images/m/max/724/1*Xokk6XOjWyIGCBujkJsCzQ.jpeg)



































