Modo fuori linea
Le linee sottili brillano nelle poesie.
Incandescente, intensamente caldo dalla fusione delle parole che le formano.
Affascinante come una Champaca in fiore che ti aggredisce lungo un sentiero notturno con un improvviso soffio di profumo; come le melodie elaborate e sincere di un pettirosso gazza ti fanno alzare lo sguardo dal giornale del mattino.
Li strappo dal verso, come faccio con i fiori dagli alberi. Li dispongo in un bouquet e ti tolgono ancora il fiato. Ma è molto gratificante vedere gli alberi in piena fioritura. Brillanti però, i fiori infilati su una ghirlanda sono un'ombra più opaca di quelli che abbagliano su un ramo. Quali ceppi potrebbero essere più malinconici di quelli di un uccello in cattività?
Eppure, il danno è fatto.
Oggi li indosso come trofei o li appoggio sul mio vaso, finché non appassiscono.
Era sera tutto il pomeriggio.
Fermati qui, o passa dolcemente!
Non c'è bisogno di spirito; parla solo di vacuità, e io
spegnerò la luce, e poi spegnerò la luce:
nessun licenziamento
da questa
condensazione
anch'io, non mi piace.
La rosa è una rosa è una rosa è una rosa
dalla forma poco pratica e - chi lo sa? — montagne autocommiseranti,
tristi e aspre sotto il loro verde frivolo,
la precarietà dei loro corpi fatti solo di corpo.
Suonando su flauti di canna le canzoncine ingenue
che ci giungono come sogni.
Non è la legge, ma l'espansione incontrollata
delle nostre volontà separate che ci fa continuare a fluire.
Perché la sofferenza è il distintivo di tutta la nostra tribù.
Domani, farebbero un piacevole pot-pourri.

![Che cos'è un elenco collegato, comunque? [Parte 1]](https://post.nghiatu.com/assets/images/m/max/724/1*Xokk6XOjWyIGCBujkJsCzQ.jpeg)



































