Ventinove

Jan 15 2023
(c. 1993) Eccolo che vola, il Tempo, e io lo inseguo a braccia tese.

(circa 1993)

Foto di Valerie Blanchett su Unsplash

Eccolo che vola, il
Tempo, e io lo
inseguo a
braccia tese.

La sua testa è appoggiata sui miei cuscini lasciati indietro
e mi dice che la sua stanza profuma ancora di me.
Anche dopo che me ne sarò andato
Due mesi.

C'era una volta,
ero convinto di poter volare
Attraverso la pura forza di volontà
E la tenacia
Ho trascorso l'intera estate,
Del mio settimo anno,
Con una coperta legata intorno al collo
Saltando giù dal tavolo da picnic rosso nel cortile sul retro.

Ieri stavo camminando
e per un minuto ho dimenticato dov'ero.
Avevo
ventinove anni.
E le ombre sotto i miei occhi
cominciarono a ripiegarsi su se stesse
formando linee.
E mi sono
sforzato di ricordare come ci si sente
a credere
nella possibilità.
Perché la gravità, di questi tempi
sembra proprio di cadere.
Crollando al suolo
da cui sono partito.
Quindi no,
non credo
che il volere
dia mai origine alle ali
oa qualsiasi altra cosa.
Veramente.

Sopporta il peso maggiore del fardello
Dalla nostra recente separazione
Piange al telefono
"Oh ragazza, queste notti da solo sono così lunghe!"
Ma per me
quaggiù
a terra;
Io dormo.
Ed è stato facile
anche confortevole.
Il tempo scorre silenzioso
segnando, niente affatto, sta passando.

Ieri sera ero in piedi
Con una prospettiva vertiginosa
Su un tavolo da picnic rosso
Braccia tese,
E ogni filo d'erba
Ogni molecola di terra
Mi desiderava
Allungata verso l'alto,
sussurrando
Salta amante, salta!
Finalmente è giunto il momento;
Volevi volare?
Quindi vola.