Il silenzio scomodo
Alcuni di voi potrebbero aspettarsi che questo inizi con il solito modo di descrivere il silenzio...
Al punto in cui non riesci a sentire altro che il cinguettio di un uccello, il ticchettio di un orologio o persino l'urlo di una mente?
Ma, quando ho cercato disperatamente di descrivere il silenzio nel modo più vivido possibile, non sono riuscito... non sono riuscito a sentirli tutti. Questo è il significato letterale del silenzio, quello scomodo. Non quello che speravi che fosse; silenzio ma che scalda il cuore, silenzio ma tranquillo, silenzio ma rassicurante.
Tutto è incredibilmente silenzioso. Fermo e lento. Intorpidito e vuoto.
Tutto si è appena fermato. La terra smette di ruotare, la stella smette di apparire di notte, il sole smette di brillare e, peggio di tutto... la musica finisce e non balliamo più.
Tutto il resto è freddo. Eppure, stranamente, sono un disastro bollente; il mio cuore, la mia anima e la mia mente. Le mie guance sono rosse. Il mio polmone è come una foresta in fiamme. Il mio collo è pieno di fiamme. Il mio corpo è un inferno vivente. Sono tutto eccitato.
Chiedersi cosa li fa scattare tutti... contemplando, rivisitando, riavvolgendo tutto...
Perché è tutto così... silenzioso, eppure io sono come un anello di fuoco pronto ad esplodere?
In fondo sono perfettamente consapevole della risposta, ma tutti i miei nervi stanno collaborando, lavorando insieme per fare un recinto, alto, complesso e pungente, per ostacolare i miei pensieri che arrivano al mio cuore perché è davvero impossibile maniglia.
Il pensiero della possibilità che qualcuno di nuovo entri nella tua vita - Sostituendo la mia presenza che se n'è andata da mesi ormai. Il tempo potrebbe volare, ma io non vado da nessuna parte. Tu, come soggetto della mia mente, non vai da nessuna parte. Questa sensazione non va da nessuna parte e rimane la stessa, non importa quanto duramente la combatta.
Come se la tua ombra fosse ancora intorno a me, abbracciandomi, dicendo che va tutto bene, e starò bene. Come se i tuoi occhi profondi e meravigliosi fossero di fronte a me, fissandomi, facendomi sentire amata. Come se le tue mani non avessero spazio con la mia pelle, toccando ogni centimetro di me, un modo per farmi sentire desiderata. Come se il tuo profumo circolasse nella stessa aria che respiro io, ti sento ovunque. Più ti penso, più il mio corpo si scalda.
Ma tutto è solo un pensiero perché, francamente, non ci siamo più. Noi non ci siamo più. Siamo in questo silenzio dolorosamente scomodo.
Nessuna singola parola è articolata, eppure ce ne sono così tante nella parte posteriore della nostra testa. Nemmeno un “Ciao”, la nostra parola preferita, perché significa che abbiamo ancora una lunga avventura davanti a noi, come significa che desideriamo ancora la presenza reciproca, come significa che non siamo pronti a perdere la reciproca compagnia.
Questo silenzio mi fa venire voglia di urlare, stridente, dicendo quanto lo odio, quanto non posso vederti con un'altra persona, quanto ho la mia adorazione solo per te.
E voglio che anche tu mi gridi contro, con sicurezza, esprimendo come ti senti in questo momento, anche se dici che stai bene con il silenzio, anche se significa che devo sentire che stai cercando di innamorarti con un'altra persona, anche se devo ascoltare che smetti di adorarmi.
Schiaffeggiami con le tue parole, non con il tuo silenzio.
Perché almeno posso ascoltare di nuovo una tua voce melodica. Perché almeno c'è di nuovo un leggero pensiero di me nella tua mente. Perché almeno alla fine mi ricorderò che dovrei anche provare a innamorarmi di nuovo... a far entrare qualcuno... e a sostituirti. Perché almeno posso rompere questo imbarazzante silenzio.

![Che cos'è un elenco collegato, comunque? [Parte 1]](https://post.nghiatu.com/assets/images/m/max/724/1*Xokk6XOjWyIGCBujkJsCzQ.jpeg)



































